Cari compagni, lettori del manifesto, siete intervenuti in tanti sul nostro sito a proposito dell’articolo «Sinistra alla prova», pubblicato domenica scorsa. Grazie per i vostri interventi e ovvie scuse per il ritardo con il quale rispondo.
Certo – come scriveva Luigi, già nel 2003 – «la sinistra italiana che conosciamo è morta». Indiscutibile, ma Luigi concludeva il suo articolo scrivendo che «non deve vincere domani, ma operare ogni giorno e invadere il campo. Il suo scopo è reinventare la vita in un’era che ce ne sta privando in forme mai viste».
Quindi, non arrendersi per riscaldarsi con le proprie lacrime. Noi del manifesto di sconfitte ne abbiamo subite tante e siamo duramente investiti dall’attuale crisi, ma pure ogni giorno (salvo il lunedì) siamo in edicola e continuiamo a esibire la scrittarella «quotidiano comunista». Amen ci scrive che il comunismo è morto ed è stato seppellito dalla Storia.
Non sono d’accordo. Subiamo una dura sconfitta, ma la spinta a «rinnovare la vita» rimane. Nella storia ci sono stati sempre periodi, anche lunghi, di decadenza, ma poi bene o male si è ricominciato. L’ideale (l’obiettivo) di libertà, eguaglianza e fraternità è insopprimibile. Il comunismo è in crisi, ma il capitalismo non sta tanto bene.
